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Ajith Kumare il suo Centro.
Ajith Kumar, nato nel 1968, ha
cominciato a studiare il Kalarippayattu a soli dieci anni
sotto la guida di suo padre il Guru Thakappan Assan. Diverse
volte vincitore dei Campionati Statali di Kalarippayattu,
Ajith pratica ed insegna in India da oltre quindici anni.
Nel 1993 ricevette il prestigioso premio assegnato
dall'Associazione di Kalarippayattu Dekshina Kerala Marma
Thirummu e lo stesso anno entra a far parte del gruppo
teatrale Milon Mela, diretto da Abani Biswas, attore del
Teatro delle Sorgenti di J. Grotosky. Nel 2000 è stato
invitato a Valladolid, in Spagna, a partecipare al Primo
Incontro Internazionale sullAsia; nel 2001 si è esibito con
il suo spettacolo a Parigi per il Festival dell'India del
Sud e sempre nello stesso anno era a Roma per il Festival
Notti Romane Nel 2003 ha partecipato al Festival dei Teatri
in Germania e al Festival Indiano presso il Fila Forum di
Milano, poi nel 2004 al Carnevale di Venezia. Ajith assiste
tutt'oggi suo padre nel centro di Arte Cultura e Marma
Chikitsa "Maruthi Kalari" a Trivandrum (Kerala India del Sud)
e con i suoi collaboratori 6 impegnato a portare la magica
arte del Kalarippayattu nel mondo. Il centro "Maruthi Kalari"
è stato fondato da il Guru Thakappan Assan nel 1957.
Thakappan Assan, nato nel 1930, inizib la pratica del
Kalarippayattu a dieci anni con tre grandi maestri: lo zio
Guru Kuttiyappi, Guru Eliazer e Guru Devasahayam. Assan ha
sempre dedicato le sue energie allo studio dei trattamenti
medici e dei massaggi, parte integrante della ricca
tradizione del Kalarippayattu. Nel 1968 iniziÒ a praticare
anche fuori dallo stato del Kerala mostrando questa arte
marziale a tutta l'India. L"apice delia sua carriera fu nel
1982, quando la rete te levisiva americana BBC realizzo un
servizio sulla sua scuola "Maruthi Kalari". Thakappan Assan
insegna ancora oggi dedicandosi particolarmente all'aspetto
medico, del Kalarippayattu.
Kalarippayattu, la madre di tutte le arti marziali.
Il Kalarippayattu è la più antica arte marziale dell'India,
apparsa più di quattro mila anni fa nello stato del Kerala e
codificata nel testo sacro del Dhanurveda. Tale disciplina
di origine Dravidica (popolazione nativa dell'India).
Anticamente era usata dai Raja (sovrani) nelle battaglie e
nelle guerre; inoltre i principi di quest'arte li possiamo
trovare alla base di molte altre discipline artistiche della
zona, come il Kathakali o il Bharat Natyam.
La tecnica del Kalarippayattu (“kalari" è I'arena nella
quale si combatte e "'payattu" è il modo nel quale si
combatte) si è sviluppata in relazione alle caratteristiche
geografiche particolari del Kerala, ricca di molti fiumi,
foreste, colline e laghi. Questa disciplina si basa su
diverse e complesse combinazioni di passi ideali per
potenziare la capacith del corpo umano al combattimento,
caratterizzandosi con rapidi movimenti di gambe e braccia
enfatizzati dall'energia espressa dalle mani e dagli occhi.
Il Kalarippayattu prevede sia combattimento a mani nude tra
due o più persone, sia quello con le armi come coltello,
bastone corto e lungo, scudo e spada, frusta e con strumenti
infuocati. Il Kalarippayattu si divide in due stili quello
del Nord e del Sud; quello di cui ci occupiamo e lo stile
del Sud.
Prima di iniziare e concludere ogni combattimento si deve
eseguire il Kalari Vandhanam( il Kalari è orientato verso
est da dove i raggi del sole all'alba entrano; ogni
esercizio
comincia in quella direzione e si conclude ad ovest) è una
forma di saluto alla Terra, al Sole, al Cielo, al Guru, e
alle Divinità Ganesh e Siva. Lo studio di questa disciplina
comincia con al pratica dei Vandhanam Chuvadu (movimenti),
un insieme di trenta movimenti orientati nella loro
esecuzione verso i quattro punti cardinali. Pratiche degli
animali : Salto dello scoiattolo impostato secondo le 4
direcioni dei punti cardinali, Salto della rana ,
passeggiata dell' oca, coccodrillo movimenti del serpente
scimmia . ( movimenti della strada di baly in Ramayana) E
movimenti vari degli animali altri movimenti vengono
chiamati " anga chuvadu" o anche chiamati sheenadi sheilath.
Il fine di questo tranning è di sviluppare nel praticante la
forza, l'elasticità, l'equilibrio, la flessibilità, e la
concentrazione della mente. Questa antica tradizione
marziale non è solo un'arte di combattimento ma anche una
fonte di conoscenza e di cura della salute. Durante i secoli
il Kalarippayattu ha sviluppato la scienza dei Marma basata
sui i principi dell'Ayurveda per migliorare e stimolare
Pranavayu, l`energia vitale del corpo. La leggenda narra che
quando il Buddha, comincio la diffusione del suo messaggio
filosofico portò con se i movimenti del Kalarippayattu; che
oggi possiamo trovare alla base di molte discipline marziali:
il Karate, il Kungfu, il Shaolin Wushu, il Jeet Kune Do e il
Tai Chi Chuan.
Per questo il Kalarippayattu è conosciuto come " la madre di
tutte le arti marziali".
Workshop e
dimostrazioni
La compagnia del "Maruthi Kalari" esegue workshop e
dimostrazioni nel mondo. I workshop possono durare due o tre
giorni durante i quali si lavorerà sui movimenti a mani nude
e con bastoni. Movimenti degli animali. Naturalmente pi sarà
lunga la pratica maggiore la conoscenza che si potrà
acquisire.
Performance
Lo spettacolo può una o due ore può essere eseguito da due o
pi combattenti ed è accompagnato dalla musica del
Pancavadyam (musica tradizionale del Kerala). Comincia con
diversi tipi di Movimenti degli animali chuvadu, e di
combattimento libero con figure acrobatiche e prese. Segue
lo scontro a due con quattro coltelli; dopo è il momento del
bastone corto ( kuruvadi) usato per dare vita a sequenze
coinvolgenti.
Il ritmo cresce e le armi usate nei combattimenti faccia a
faccia sono sempre pi spettacolari e pericolose.
Il coltello con tre lame, il bastone lungo (neduvadi), la
spada con lo scudo e la frusta. Quando le catene e il
bastone infuocati scendono nella arena, I'atmosfera è carica
di tensione e ricca di pathos.
Uno spettacolo unico, che dà allo spettatore la possibilità
di vivere suggestioni ed emozioni di un antico passato
indiano, in cui i guerrieri (ksatrya) danno prova del loro
coraggio e della loro forza.
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